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	<title>Orione Cinematografica</title>
	<link>http://www.orionefilm.com/</link>
	<description>La Orione Cinematografica opera nel campo della produzione audiovisiva dal febbraio del 1999, ed ha canalizzato la sua attivit&#224; su due aree ben distinte: produzione cinematografica/audiovisiva, e service di post-produzione.</description>
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		<title>Let it be</title>
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		<dc:date>2008-02-11T07:59:00Z</dc:date>
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		<dc:creator>Orione Cinematografica</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;&quot;Quando sto attraversando un periodo difficile
Madre Maria viene a soccorrermi Con parole di saggezza: lascia che sia E nei momenti bui
Lei mi sta di fronte, Pronunciando parole di saggezza: lascia che sia&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Lascia che sia, lascia che sia, lascia che sia Sussurrando parole di saggezza: lascia che sia&quot;&lt;/p&gt; &lt;p&gt; The Beatles (Lennon/McCartney)&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.orionefilm.com/-Sviluppo-.html" rel="directory"&gt;Sviluppo Lungometraggi&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.orionefilm.com/local/cache-vignettes/L113xH150/arton3-7285b.png&quot; width='113' height='150' style='height:150px;width:113px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;Let It Be &#232; il progetto per un film su una delle figure pi&#249; note e amate, ma forse non altrettanto conosciute e raccontate, della storia dell'umanit&#224;: Maria di Nazareth. Infatti, a dispetto della serie infinita di studi a lei dedicati, raramente ci si &#232; cimentati nella ricostruzione della sua vicenda terrena, della sua esperienza di donna nelle diverse fasi che hanno preceduto e accompagnato la nascita di Ges&#249;. Basti pensare che, mentre abbondano i titoli, anche nella cinematografia italiana, dedicati a Cristo e a molti personaggi biblici, per trovare un film sulla figura di Maria nel cinema nostrano, a quel che ci risulta, bisogna tornare al 1951 con Mater Dei, film agiografico di Emilio Cordero.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Let It Be, per&#242;, non vuole essere semplicemente un film su Maria, ma intende proporre una lettura inedita e peculiare di questo personaggio, il cui culto ha finito col superare nei secoli gli stessi confini posti dalla dottrina ecclesiastica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Premettiamo che il nostro approccio non vuole essere n&#233; scandalistico, n&#233; banalmente modernizzante. Nel raccontare una parte ben precisa della vita di Maria, ci atterremo strettamente alla parola dei Vangeli, senza tralasciare nel lavoro di documentazione le altre innumerevoli fonti (inclusa la sura che le dedica il Corano, e che &#232; alla base di una devozione di matrice islamica), ma nel rispetto pieno della tradizione canonica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quello che cambia &#232; la chiave di lettura adottata, tutta interna a un discorso sulla maternit&#224; e alla sua fisiologia mai affrontato prima.
Il ruolo di &#8220;madre di Dio&#8221;, che il cristianesimo ha assegnato a questa donna, vale a dire a un essere umano, indica la sua posizione centrale e insostituibile, quanto quella di ciascuna madre per il proprio figlio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Prima che un modello di &#8220;devozione&#8221;, Maria in questa prospettiva incarna totalmente l'adesione alle leggi di natura che l'evoluzione della nostra specie ha previsto. L'umano attraverso lei si afferma pienamente, viene realizzato senza interferenze.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'attualit&#224; di Maria sta in questo. Lo stesso sentimento dell'umilt&#224; che da sempre l'accompagna non equivale a una rinuncia imposta, ma a un'attitudine a lasciarsi guidare dagli istinti attraverso un sano equilibrio con la razionalit&#224;. Il film racconta proprio come in Maria questo bilanciamento tra istinto e ragione venga a perfezionarsi attraverso la maternit&#224;, in una prospettiva squisitamente femminile. La sua santit&#224; pu&#242; essere quindi letta come il recupero di un'armonia che la civilizzazione ha incautamente infranto, separando l'istinto e la ragione, lo spirito e la carne.
La sua umanit&#224; piena &#232; quella che le ha consentito di superare barriere culturali e religiose, credendo fin dal concepimento nella innocenza del figlio. La forza di questo messaggio, siamo convinti, sollecita interrogativi e riflessioni che vanno oltre l'interesse dei soli credenti, rivolgendosi a tutti, laici e non credenti, ma anche fedeli di religioni diverse.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Let It Be &#232; in questo senso anche la storia di un corpo. E il corpo di Maria ha testimoniato nel corso dei secoli una indispensabile funzione di vicinanza e contatto, incessantemente ritratta con il bambino tra le braccia, o nell'atto di nutrirlo al proprio seno come confermano le tante &#8220;Madonne del latte&#8221;.
Il primo contatto di cui Maria e Ges&#249; hanno beneficiato all'interno della grotta, vicini ad altri mammiferi, non &#232; un dettaglio trascurabile, ma il cuore del messaggio contenuto nella nativit&#224;: perch&#233; altrimenti non far nascere Ges&#249; altrove? Perch&#233; sottolineare la solitudine di questo parto, al riparo da intromissioni? Non basta il riferimento ai natali umili del Cristo, altrimenti rappresentabili: qui &#232; in gioco l'esperienza della donna partoriente e del nascituro in condizioni ottimali, vale a dire in linea con i loro requisiti primari, con le loro attese biologiche e fisiologiche.
E' possibile in questo modo comprendere fino in fondo anche la funzione dei Re Magi, sapienti venuti da lontano che si inginocchiano di fronte al bambino, mettendo cio&#232; al suo servizio ogni sapere e &#8220;ricchezza&#8221;, senza sopravanzare la sua natura. Come non pensare alle parole di Ges&#249;:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In verit&#224; vi dico: se voi non vi convertite e non diventate come i fanciulli, non entrerete nel regno dei cieli. Perci&#242; chiunque diventer&#224; umile come questo fanciullo, egli sar&#224; il pi&#249; grande nel regno dei cieli, e chiunque accoglier&#224; un fanciullo come questo in nome mio, accoglie me.
(Mt 18, 3-5).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E come non vedere quanto queste parole devono al fatto di aver goduto di fiducia e rispetto fin dai primi istanti di vita? Che senso ha separare, come per troppo tempo si &#232; fatto, il figlio appena nato dalla madre? Perch&#233; metterlo nella mangiatoia? La mangiatoia del bambino Ges&#249; &#232; Maria, e nessun altro.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non solo negli episodi evangelici Maria non ostacola il figlio, ma quando &#232; necessario si fa da parte, come al Tempio. E questo farsi da parte non ha mai un carattere di sacrificio, di ferita o rinuncia ma sar&#224; all'interno di una naturale evoluzione. La comunione vissuta con lei consentir&#224; a Ges&#249; di raggiungere e incarnare l'altra comunione alla base del messaggio cristiano.
Non possiamo non rifarci, a questo proposito, alle parole che a Maria dedica Santa Teresa di Lisieux, ricordandoci quanto poco conosciamo della sua vita, e che suonano quasi come una dichiarazione di poetica.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non &#232; necessario dire cose inverosimili che poi nessuno conosce. (&#8230;) Perch&#233; una predica sulla santa Vergine mi piaccia, e mi faccia del bene, mi deve far vedere la sua vita reale e non una vita fantastica; e sono sicura che la sua vita reale era proprio semplice. Ce la fanno vedere inaccessibile e invece bisogna farla vedere imitabile.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dal punto di vista cinematografico, infine un film su Maria pone una serie di problemi non indifferenti.
Prima di tutto, di ricostruzione: storica, antropologica, linguistica.
La nostra scelta sar&#224; sempre quella di privilegiare il significato degli eventi narrati, dei riti messi in campo, dei dettagli su cui ci soffermeremo, piuttosto che inseguire una maniacale quanto impossibile correttezza filologica.
Sul versante scenografico, ad esempio, opereremo una sorta di stilizzazione che, sottraendo elementi alla scena ma non all'impatto emozionale, favorir&#224; sia il contenimento dei costi sia la convergenza dell'attenzione dello spettatore verso i nuclei forti della vicenda.
Questo non significa che non ci saranno momenti altamente spettacolari (le violenze tra Romani ed Ebrei, ad esempio) o visivamente ricchi (le carovane, i caravanserragli, i Magi, il Tempio), ma esse verranno trattate come fossimo in una sorta di documentario, in cui a contare non &#232; l'abbondanza dei dettagli, ma la loro verit&#224;. E per verit&#224; intendiamo anche una ricostruzione sporca, che restituendo le reali condizioni di vita dell'epoca, esalti la purezza tutta terrena dei gesti e dei sentimenti della protagonista.
Sul piano della lingua, invece, utilizzeremo un idioma corrente, spogliato dagli elementi poetici del testo biblico, pur rendendo giustizia all'afflato sacro del contesto.
Infine, ci immaginiamo un film in cui rumori e silenzi, colori e luci giocheranno un ruolo altamente espressivo, lontano dal sensazionalismo eclatante che oggi sembra dominare le pellicole di ricostruzione storica, in una direzione tutta intima, adeguata a quel mistero rivelato della maternit&#224; e dell'umanit&#224;, di cui la storia di Maria ci sembra la splendida testimonianza.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
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		<title>Le pere di Adamo</title>
		<link>http://www.orionefilm.com/le-pere-di-adamo,2.html</link>
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		<dc:date>2007-09-17T11:00:00Z</dc:date>
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		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Orione Cinematografica</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;UN FILM DI NUVOLE, PRECARI, MATEMATICI EMOTIVI&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.orionefilm.com/-filmografia-lungometraggi,35-.html" rel="directory"&gt;Filmografia Lungometraggi&lt;/a&gt;


		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.orionefilm.com/local/cache-vignettes/L120xH150/arton2-88cfe.jpg&quot; width='120' height='150' style='height:150px;width:120px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_chapo'&gt;&lt;p&gt;Le pere di Adamo di Guido Chiesa, protagonisti del film, oltre all'omino del fumetto, sono il movimento degli Intermittenti, lavoratori precari dello spettacolo che nel 2003 turbarono l'estate culturale francese, il meteorologo e climatologo italiano Luca Mercalli e il matematico/musicista scozzese Iain Mc Larty.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.orionefilm.com/local/cache-vignettes/L16xH16/puce-8130d.gif&quot; width='16' height='16' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:16px;width:16px;' /&gt; &lt;a href='http://it.youtube.com/watch?v=O-TWDFksXxw' class='spip_out' rel='external'&gt;Visualizza le immagini del Film su YOU TUBE&lt;/a&gt;&lt;/p&gt; &lt;blockquote class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;Regia:&lt;/strong&gt; Guido Chiesa &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Sceneggiatura:&lt;/strong&gt; Guido Chiesa, Wu Ming 3 &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Produttori:&lt;/strong&gt; Silvia Innocenzi Giovanni Saulini&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Coproduttori:&lt;/strong&gt; Lene B&#248;urglum, Tiziana Cerutti Soudani&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Collaborazione alla produzione:&lt;/strong&gt; Giorgio Vivalda&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Supervisione alla fotografia:&lt;/strong&gt; Gherardo Gossi&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Direttori della Fotografia:&lt;/strong&gt; Luciano Federici, Remy Mazet, Kathleen Friend &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Montaggio:&lt;/strong&gt; Luca Gasparini&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Fonico di presa diretta:&lt;/strong&gt; Sonia Portoghese, Helo&#239;se Claude ,Becky Thomson &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Montaggio del suono:&lt;/strong&gt; Marco Benevento&lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;Animazioni e grafica:&lt;/strong&gt; mBanga Animation Studio &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Musica originale:&lt;/strong&gt; Teho Teardo &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;La canzone dei titoli di coda:&lt;/strong&gt; Go Tell The Women - Grinderman (Nick Cave-Martin P.-Casey Jim Sclavunos)&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;L'uomo mangi&#242; il frutto dell'albero della conoscenza e incominci&#242; a sapere, apprendere, separare. E da quel momento iniziarono anche i suoi guai. Forse ne avrebbe evitati parecchi se si fosse accorto che, su quell'albero, oltre alle mele, c'erano anche delle pere&#8230;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Mattino presto, un corteo di persone per strada: protestano perch&#233; gli industriali, i sindacati e il governo francese hanno deciso di modificare il loro sussidio di disoccupazione. Un annoso problema, un'immagine consueta.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le loro grida svegliano un buffo omino che abita il fumetto che fa da filo conduttore al film. L'omino si dirige alla finestra e considera che quel movimento di persone si comporta n&#233; pi&#249; n&#233; meno come un corteo di nuvole. Come le nuvole possono portare problemi o soluzioni. Come le nuvole, arrivano, accadono e se ne vanno. E poi tornano.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;E' una considerazione poetica, un po' eccentrica. Ma per il nostro personaggio diventa una sfida del pensiero e dell'immaginazione: possiamo stabilire un'analogia rigorosa, scientifica, tra le nuvole e i movimenti sociali?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Inizia cos&#236; un viaggio che, partendo da territori apparentemente famigliari (la meteorologia e la poltiica), finisce per sconfinare in aree poco esplorate, in cui soggetti a prima vista separati e distanti, risultano infine simili e connessi: nuvole e movimenti, goccioline di vapore e persone, perturbazioni e grandi questioni sociali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A far da guida nel viaggio &#232; il paradigma scientifico, ossia l'idea che attraverso la ragione, la prova e la verifica, l'essere umano possa conoscere e controllare la natura e tutto ci&#242; che la riguarda (umani inclusi). Un modello di pensiero che ha nella logica la sua grammatica e nella ricerca dell'esattezza la sua ossessione. Un paradigma che, nella sua fase classica, dall'Illuminismo al &#8216;900, non ha fatto che richiamarsi all'antico detto che recita ai bambini delle elementari che non bisogna mischiare le pere con le mele.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Fedele a questo principio, la scienza moderna (nelle le sue mille applicazioni) non ha fatto altro che frammentare, separare, dividere tutto, nella speranza che, rimettendo poi le cose insieme, si arrivasse a comprendere il senso e la natura di ogni cosa. Ma quello che la scienza stessa nel corso dell'ultimo secolo ha capito &#232; che non funziona proprio cos&#236;. O, meglio, funziona cos&#236; in laboratorio, ma quando si va nella vita reale, le cose sono maledettamente pi&#249; complicate. Tanto che ancora adesso non sappiamo esattamente dove vanno le nuvole domani&#8230;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Un buon esempio di come non tutto possa ridursi alla pura analisi razionale &#232; la musica: certo, c'&#232; una componente matematica, certo la fisica e le altre scienze applicate possono chiarirci molte cose. Ma dai numeri non verr&#224; mai fuori Mozart e con i soli numeri non potremo mai capire perch&#233; l'opera K140 ci commuove ancora adesso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Protagonisti del film, oltre all'omino del fumetto, sono il movimento degli Intermittenti, lavoratori precari dello spettacolo che nel 2003 turbarono l'estate culturale francese, il meteorologo e climatologo italiano Luca Mercalli e il matematico/musicista scozzese Iain Mc Larty.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dichiarazione del regista&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il film si conclude con la canzone Go Tell The Women, cantata da Nick Cave dei Grinderman, il cui testo mi pare racconti bene lo spirito con cui mi sono ritrovato alla fine della realizzazione di questo film, di ottimo umore, come dopo un viaggio faticoso ma ricco di esperienze.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&#8220;Abbiamo fatto la nostra storia &lt;br /&gt;
Ci siamo evoluti &lt;br /&gt;
Stiamo in piedi &lt;br /&gt;
Risolti i problemi &lt;br /&gt;
Siamo artisti &lt;br /&gt;
Siamo matematici &lt;br /&gt;
Alcuni di noi hanno posizioni estremamente importanti &lt;br /&gt;
Ma siamo stanchi &lt;br /&gt;
Respiriamo a fatica &lt;br /&gt;
E siamo liberi &lt;br /&gt;
Vai a dire alle donne che ce ne stiamo andando &lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Siamo disgustati e stanchi &lt;br /&gt;
Di tutto questo piangersi addosso &lt;br /&gt;
Tutto quello che volevamo era un po' di violenza carnale consensuale nel pomeriggio &lt;br /&gt;
E magari un pochino di pi&#249; la sera &lt;br /&gt;
Siamo scienziati &lt;br /&gt;
Facciamo la genetica &lt;br /&gt;
E lasciamo la religione &lt;br /&gt;
Agli psicopatici e ai fanatici &lt;br /&gt;
Ma siamo stanchi &lt;br /&gt;
Non abbiamo nulla in cui credere &lt;br /&gt;
Siamo persi &lt;br /&gt;
Vai a dire alle donne che ce ne stiamo andando &lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Abbiamo fatto la nostra storia &lt;br /&gt;
Siamo inseparabili dal suono &lt;br /&gt;
Di sei miliardi di persone &lt;br /&gt;
Che vanno gi&#249; &lt;br /&gt;
Siamo maghi &lt;br /&gt;
Siamo imbroglioni &lt;br /&gt;
Siamo liberi e ci siamo persi &lt;br /&gt;
Vai a dire alle donne che ce ne stiamo andando&#8221;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Go Tell The Women 2007 &#8211; (Nick Cave - Martin P.- Casey Jim Sclavunos)&lt;/p&gt; &lt;div class='spip_document_71 spip_documents spip_documents_center'&gt; &lt;object width='320' height='260'&gt;
&lt;param name='movie' value='video/Le-pere-di-Adamo.mp3' /&gt;
&lt;param name='src' value='video/Le-pere-di-Adamo.mp3' /&gt;
&lt;param name='class' value='' /&gt;
&lt;embed src='video/Le-pere-di-Adamo.mp3' class='' width='320' height='260' autostart='false'&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;div class='spip_doc_titre'&gt;&lt;strong&gt;Le pere di Adamo&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class='spip_doc_descriptif'&gt;&lt;p&gt;Trialer Film&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_ps'&gt;&lt;p&gt;Con il contributo:
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.orionefilm.com/puce.gif&quot; width=&quot;16&quot; height=&quot;16&quot; class=&quot;puce&quot; alt=&quot;-&quot; /&gt; MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVIT&#192; CULTURALI - Direzione Cinema
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.orionefilm.com/puce.gif&quot; width=&quot;16&quot; height=&quot;16&quot; class=&quot;puce&quot; alt=&quot;-&quot; /&gt; REGIONE PIEMONTE - Assesorato alla Cultura
&lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.orionefilm.com/puce.gif&quot; width=&quot;16&quot; height=&quot;16&quot; class=&quot;puce&quot; alt=&quot;-&quot; /&gt; FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
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	</item>
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		<title>Quando i bambini giocano in cielo </title>
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		<dc:creator>Orione Cinematografica</dc:creator>



		<description>&lt;p&gt;Quando i bambini giocano in cielo. Groenlandia Orientale. Inizi del novecento, agli albori della colonizzazione europea. Un giovane cacciatore inuit saluta sua moglie e il figlioletto appena nato ed esce in mare col suo kayak.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.orionefilm.com/-filmografia-lungometraggi,35-.html" rel="directory"&gt;Filmografia Lungometraggi&lt;/a&gt;


		</description>


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		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;blockquote class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;p&gt;
&lt;strong&gt;titolo originale:&lt;/strong&gt; Quando i bambini giocano in cielo (When children play in the sky) &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;regia:&lt;/strong&gt; Lorenzo Hendel &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;cast:&lt;/strong&gt; Bruno Stori, Giulian Ferro &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;sceneggiatura:&lt;/strong&gt; Lorenzo Hendel, Silvia Innocenzi &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;fotografia:&lt;/strong&gt; Frederic Fasano &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;montaggio:&lt;/strong&gt; Anna Napoli &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;scenografia:&lt;/strong&gt; Luisa Iemma &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;musica:&lt;/strong&gt; Hilmar Orn Hilmarsson &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;produttore:&lt;/strong&gt; Silvia Innocenzi, Giovanni Saulini, J&#242;n Th&#242;r Hannesson, - Gillian Berrie, Lene Borglum, Aalbaek Jensen &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;produzione:&lt;/strong&gt; Orione Cinematografica, Zentropa Entertainmen (Damimarca), SagaFilm (Islanda), Sigma III Film (UK) &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;distributore:&lt;/strong&gt; Istituto Luce &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;vendite estere:&lt;/strong&gt; Trust Film Sales &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;paese:&lt;/strong&gt; Italia/Danimarca/Islanda/Uk &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;anno:&lt;/strong&gt; 2005 &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;durata:&lt;/strong&gt; 106' &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;formato:&lt;/strong&gt; 35mm - colore &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;aspect ratio:&lt;/strong&gt; 1:1.85 &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;sonoro:&lt;/strong&gt; Dolby Digital &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;premi a festival:&lt;/strong&gt;
Sulmona Cinema Film Festival - 2005 Menzione Speciale
Festival Maremetraggio 2006 - Premio della Critica e Premio Ippocampo, Ischia Film Festival 2006 Miglior Film, Festival International du Film de Montagne d'Autrans 2006 - Menzione speciale della giuria a Pele Kristiansen(miglior attore)
Cervino Film Festival 2007 - Miglior film a soggetto &lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Groenlandia Orientale. Inizi del novecento, agli albori della colonizzazione europea. Un giovane cacciatore inuit saluta sua moglie e il figlioletto appena nato ed esce in mare col suo kayak.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; Poco dopo, tra i fiordi, durante la battuta di caccia, viene assassinato.
Ancora in fasce, il piccolo Quipingi incontra cos&#236; il suo destino di bimbo senza padre, esposto alla crudelt&#224; di una natura estrema e alla violenza di un'umanit&#224; arcaica in lotta per la sopravvivenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Tutta la sua vita sar&#224; segnata dal bisogno di riparare la sua infanzia mutilata e di affidarsi al sostegno di un padre: prima, bambino, al fianco della madre presa in moglie dal crudele Kilim&#233; e relegata ai margini della grande casa di terra come l'ultima delle sue molte mogli; poi, adolescente, nell'iniziazione allo sciamanesimo artico e nell'incontro con i tarta, i gelidi spiriti del ghiaccio che, in cambio del calore degli umani pi&#249; sensibili, concedono forza e protezione; quindi, ragazzo, nel tragico fallimento dei suoi tentativi di vendetta che gli costa l'abbandono da parte dei suoi tarta; infine, adulto, orfano ormai anche dei suoi spiriti protettori, nella vana speranza che il Dio a cui gli europei erigono chiese sulla sua terra, possa rappresentare per lui un nuovo grande tarta.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Promised land</title>
		<link>http://www.orionefilm.com/promised-land,6.html</link>
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		<dc:date>2007-01-23T18:09:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Orione Cinematografica</dc:creator>


		<dc:subject>Promise Land</dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Promised land de Michael Beltrami.&quot;Promised Land&quot; &#233; la storia di un attore fallito al quale viene data un'ultima possbilit&#224; di dire la verit&#224; sulla propria esistenza.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.orionefilm.com/-filmografia-lungometraggi,35-.html" rel="directory"&gt;Filmografia Lungometraggi&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.orionefilm.com/+-promise-land,2-+.html" rel="tag"&gt;Promise Land&lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.orionefilm.com/local/cache-vignettes/L150xH150/arton6-56203.jpg&quot; width='150' height='150' style='height:150px;width:150px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;blockquote class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;titolo originale:&lt;/strong&gt; Promised land &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;regia:&lt;/strong&gt; Michael Beltrami &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;cast:&lt;/strong&gt; Chad Smith, Giuseppe Cederna, Susan Johnston, Lalaine Vergara-Paras, Ruth Gerson &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;sceneggiatura:&lt;/strong&gt; Michael Beltrami, Francesca Demichelis &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;fotografia:&lt;/strong&gt; Alexa Ihrt &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;montaggio:&lt;/strong&gt; Ilaria Fraioli &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;scenografia:&lt;/strong&gt; Fabrizio Nicora &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;musica:&lt;/strong&gt; Giovanni Venosta &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;produttore:&lt;/strong&gt; Silvia Innocenzi, Giovanni Saulini, Tiziana Soudani &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;produzione:&lt;/strong&gt; Orione Cinematografica, Istituto Luce, Amka Films Productions, con il contributo del MiBAC &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;distributore:&lt;/strong&gt; ISTITUTO LUCE &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;vendite estere:&lt;/strong&gt; ADRIANA CHIESA ENTERPRISES &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;paese:&lt;/strong&gt; Italia/Svizzera &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;anno:&lt;/strong&gt; 2004 &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;durata:&lt;/strong&gt; 99' &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;formato&lt;/strong&gt;: 35mm colore &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;uscito in sala:&lt;/strong&gt; 05/05/2006 &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;premi e festival:&lt;/strong&gt; FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM LOCARNO 2004: In Concorso &lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Synopsis :&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&quot;Promised Land&quot; &#233; la storia di un attore fallito al quale viene data un'ultima possbilit&#224; di dire la verit&#224; sulla propria esistenza. Incaricato da una televisione americana di raccontare, con una telecamera digitale, storie di vita vissuta di persone americane, Ethan Woodward stabilisce di occuparsi del caso di Vicki, una cantante alla quale vent'anni prima era stata rapita la figlia Mary Jane, scomparsa poi nel nulla. Partendo da questo &quot;nulla&quot;, Ethan costruir&#224; la sua storia, occupandosi sia della sparizione, ma soprattutto trover&#224; la forza di affrontare la verit&#224; sulla propria esistenza e sulla propria condizione umana...&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Promised Land&#8221; est l'histoire d'un acteur rat&#233; &#224; qui on offre une derni&#232;re chance de dire la v&#233;rit&#233; sur sa vie. Ayant &#233;t&#233; charg&#233; par une t&#233;l&#233;vision de Los Angeles de raconter avec une cam&#233;ra digitale des histoires de vie ordinaire am&#233;ricaine, Ethan Wildwood pr&#233;f&#232;re investiguer sur le pass&#233; de Vicki, une chanteuse &#224; qui quelqu'un a kindapp&#233; la fille Mary Jane il y a vingt ans et depuis disparue dans le n&#233;ant. De ce &#8220;n&#233;ant&#8221;, Wildwood construira ses histoires, &#224; travers lesquelles non seulement il cherchera &#224; composer le compliqu&#233; myst&#232;re de cette disparition, mais il trouvera aussi la force d'affronter la v&#233;rit&#233; sur son identit&#233; et sa condition humaine.&lt;/p&gt; &lt;div class='spip_document_18 spip_documents spip_documents_center'&gt; &lt;object width='320' height='260'&gt;
&lt;param name='movie' value='http://www.orionefilm.com/IMG/video/promised_land_adsl.wmv' /&gt;
&lt;param name='src' value='http://www.orionefilm.com/IMG/video/promised_land_adsl.wmv' /&gt;
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&lt;embed src='http://www.orionefilm.com/IMG/video/promised_land_adsl.wmv' class='' width='320' height='260' autostart='false'&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;div class='spip_doc_titre'&gt;&lt;strong&gt;Promised land&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class='spip_doc_descriptif'&gt;&lt;p&gt;Trialer Film&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;img src=&quot;http://www.orionefilm.com/local/cache-vignettes/L16xH16/puce-8130d.gif&quot; width='16' height='16' class='puce' alt=&quot;-&quot; style='height:16px;width:16px;' /&gt; Web: &lt;a href='http://www.promisedland.ch/' class='spip_out' rel='external'&gt;www.promisedland.ch&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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	</item>
<item xml:lang="it">
		<title>Il magico Natale di Rupert</title>
		<link>http://www.orionefilm.com/il-magico-natale-di-rupert,32.html</link>
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		<dc:date>2004-12-03T09:46:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Orione Cinematografica</dc:creator>


		<dc:subject>Il magico Natale di Rupert, Flavio Moretti, Rupert </dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Il magico Natale di Rupert di Flavio Moretti. E' la vigilia di Natale, la nonna lascia a Rupert alcuni incarichi tra cui quello di riassettare la soffitta. Rupert suo malgrado si appresta ad eseguire l'ordine ma viene sopraffatto da molte sorprese.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.orionefilm.com/-filmografia-lungometraggi,35-.html" rel="directory"&gt;Filmografia Lungometraggi&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.orionefilm.com/+-il-magico-natale-di-rupert-flavio,4-+.html" rel="tag"&gt;Il magico Natale di Rupert, Flavio Moretti, Rupert &lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;http://www.orionefilm.com/local/cache-vignettes/L106xH150/arton32-8efc1.jpg&quot; width='106' height='150' style='height:150px;width:106px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;blockquote class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;titolo originale:&lt;/strong&gt; Il magico Natale di Rupert &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;regia:&lt;/strong&gt; Flavio Moretti &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;cast:&lt;/strong&gt; Piera Cravignani, Gianmaria Corolla, Clara Droetto, Renato Liprandi, Piera Cravignani &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;sceneggiatura:&lt;/strong&gt; Flavio Moretti &lt;br /&gt; &lt;strong&gt;fotografia:&lt;/strong&gt; Pietro Sciortino &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;montaggio:&lt;/strong&gt; Ilaria Fraioli &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;scenografia:&lt;/strong&gt; Giuseppe Garau &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;costumi:&lt;/strong&gt; Patrizia Ciairano &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;musica:&lt;/strong&gt; Andrea Tosi &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;effetti visivi:&lt;/strong&gt; Michele Guaschino, Massimo Sponza &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;produttore:&lt;/strong&gt; Silvio Pedersoli, Giovanni Saulini, Silvia Innocenzi &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;produzione:&lt;/strong&gt; Unistudio, Orione Cinematografica, con il contributo del MiBAC, in collaborazione con Rai Cinema &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;distributore:&lt;/strong&gt; ISTITUTO LUCE &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;paese:&lt;/strong&gt; Italia &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;anno:&lt;/strong&gt; 2003 &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;durata:&lt;/strong&gt; 85' &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;formato:&lt;/strong&gt; 35mm colore &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;aspect ratio:&lt;/strong&gt; 1:1.85 &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;uscito in sala:&lt;/strong&gt; 03/12/2004 &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;premi e festival:&lt;/strong&gt; Fantasporto: Oporto International Film Festival 2005: In Concorso &lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;E' la vigilia di Natale, la nonna lascia a Rupert alcuni incarichi tra cui quello di riassettare la soffitta. Rupert suo malgrado si appresta ad eseguire l'ordine ma viene sopraffatto da molte sorprese. In soffitta trova, tra le svariate invenzioni del nonno accumulate dopo la sua scomparsa, una rudimentale macchina del tempo.I veri guai per Rupert arrivano quando attacca alla presa della corrente una strana lampada che, a sua insaputa, emana segnali che si propagano nello spazio e raggiungono un'astronave aliena di passaggio intorno alla terra. Propio in quell'attimo il ragazzo intravede una luce che solca il cielo e un piccolo pacco che sta precipitando. Viene aperto, dalla scatola escono dei piccoli, micidiali alieni. Sono pronti ad invadere la casa...&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rupert's Magic Christmas&lt;/strong&gt;
&lt;i&gt;Synopsis&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Like every year young Rupert is staying with his terrible grandmother Porfilia for Christmas. She leaves him home alone with the task of finding the tip for the Christmas tree that should be in the garret. There he finds something much more interesting, an old trunk containing the inventions of Rufus, the genial ex lodger of the garret.
One of the strange objects he finds is a lamp, he clicks it on, and it starts sending hostile messages into the space reaching an alien ship floating nearby the earth.
Unaware Rupert receives a packet from the sky. Must be Santa who sent it! He opens the box full of hope but instead of a gift he finds a bunch of small, aggressive aliens ready to conquer his house&#8230;&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rupert's Magic Christmas&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Director's note&lt;/i&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#8220;Rupert's Magic Christmas&#8221; is my first long movie. It's a magical story that includes all the things I've always been fond of like cartoons, modelism and optical special effects.
I've had for the first time the opportunity of shooting in a real studio (Unistudio in Venaria &#8211; TO) where we have built a village completely covered with snow.
For this movie I have chosen to use forced perspective an old technique from the 20th century that was also used in the &#8216;40s and &#8216;50s to realize movies like &#8220;Dr. Cyclops&#8221;, &#8220;The Incredible Shrinking Man&#8221; and &#8220;Darby O'Gill and the little people&#8221;.
I have personally built all the alien's ships and weapons while Michele Guaschino made the models of the aliens and some copies in full size to shoot the close-ups. Photography is also very important for a fantasy movie. In &#8220;Rupert's Magic Christmas&#8221; the director of photography was Pietro Sciortino who managed to give to the movie a look inspired by the colours of American movies of the &#8216;50s and &#8216;60s. Unfortunately Pietro passed away on 28th February 2004.
This movie is dedicated to him.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;Flavio Moretti&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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<item xml:lang="it">
		<title>Ottavio Mario Mai</title>
		<link>http://www.orionefilm.com/Ottavio-Mario-mai.html</link>
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		<dc:date>2002-10-21T08:59:00Z</dc:date>
		<dc:format>text/html</dc:format>
		<dc:language>it</dc:language>
		<dc:creator>Orione Cinematografica</dc:creator>


		<dc:subject>Ottavio Mario Mai di Alessandro Golinelli, Giovanni Minerba, L'Altra Comunicazione, Orione Cinematografica </dc:subject>

		<description>&lt;p&gt;Ottavio Mario Mai di Alessandro Golinelli, Giovanni Minerba L'Altra Comunicazione, Orione Cinematografica. Vita, arte, impegno politico e imprenditoriale si fondono nella figura di Ottavio Mario Mai esattamente come nella societ&#224; postmoderna di cui Mai sembra aver intuito e sfruttato prima di altri potenzialit&#224; e caratteristiche. Gli anni di maggior impegno di Ottavio Mai vanno dal 1980 alla sua morte, nel 1992, quando la societ&#224; dello spettacolo e della comunicazione prende definitivamente il sopravvento.&lt;/p&gt;

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&lt;a href="http://www.orionefilm.com/-filmografia-lungometraggi,35-.html" rel="directory"&gt;Filmografia Lungometraggi&lt;/a&gt;

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&lt;a href="http://www.orionefilm.com/+-ottavio-mario-mai-di-alessandro,6-+.html" rel="tag"&gt;Ottavio Mario Mai di Alessandro Golinelli, Giovanni Minerba, L'Altra Comunicazione, Orione Cinematografica &lt;/a&gt;

		</description>


 <content:encoded>&lt;img class='spip_logos' alt=&quot;&quot; align=&quot;right&quot; src=&quot;local/cache-vignettes/L88xH150/arton8-b1f83.jpg&quot; width='88' height='150' onmouseover=&quot;this.src='local/cache-vignettes/L88xH150/artoff8-3843b.jpg'&quot; onmouseout=&quot;this.src='http://www.orionefilm.com/local/cache-vignettes/L88xH150/arton8-b1f83.jpg'&quot; style='height:150px;width:88px;' /&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;blockquote class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;titolo originale:&lt;/strong&gt; Ottavio Mario Mai &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;regia:&lt;/strong&gt; Alessandro Golinelli, Giovanni Minerba &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;sceneggiatura:&lt;/strong&gt; Alessandro Golinelli &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;fotografia:&lt;/strong&gt; Pietro Sciortino &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;montaggio:&lt;/strong&gt; Rocco Bernini &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;musica:&lt;/strong&gt; Fabrizio G. Sabbarino, Alessandro Golinelli &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;produzione:&lt;/strong&gt; Orione Cinematografica, L'Altra Comunicazione, con il contributo di Film Commission Torino Piemonte, Reg. Piemonte, Comune e Prov. di Torino &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;paese:&lt;/strong&gt; Italia &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;anno:&lt;/strong&gt; 2002 &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;durata:&lt;/strong&gt; 63 minuti&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;formato:&lt;/strong&gt; Betacam SP colore &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;sonoro:&lt;/strong&gt; Stereo &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;status:&lt;/strong&gt; Pronto (21/10/2002) &lt;br /&gt;
&lt;strong&gt;premi e festival:&lt;/strong&gt; Bernilare 2003: Panorama -
20&#176; Torino Festival Films 2002: Sopralluoghi italiani &lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Vita, arte, impegno politico e imprenditoriale si fondono nella figura di Ottavio Mario Mai esattamente come nella societ&#224; postmoderna di cui Mai sembra aver intuito e sfruttato prima di altri potenzialit&#224; e caratteristiche. Gli anni di maggior impegno di Ottavio Mai vanno dal 1980 alla sua morte, nel 1992, quando la societ&#224; dello spettacolo e della comunicazione prende definitivamente il sopravvento.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&#171;Ottavio Mai ha compreso che se l'omosessualit&#224; non &#232; rappresentata nella societ&#224; dello spettacolo e dei media che viene pian piano affermandosi, quella rappresentazione &#232; ormai indispensabile, &#232; l'unico segno, l'unica prova di esistenza. Allora eccolo riempire quel vuoto. Con i suoi film che, pur poveri e legati non casualmente ai nuovi mezzi elettronici, spaziano dal documentario alla fiction tradizionale, dal cortometraggio poetico al film sperimentale, e che parlano direttamente, senza mediazioni, di gay, travestiti, coppie, famiglie, tradimenti, battuage, e di &#8220;normalit&#224; omosessuale&#8221; attraversando tutti i generi, come nessuno aveva mai osato prima in Italia&#187; (A. Golinelli, G. Minerba).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Interpreti: Ida Di Benedetto, Leo Gullotta, Leonardo Treviglio, Enza Fantini, Antonio Congedo, Salvatore Botrugno, Mario Saroldi, Costantino Toma, Tiziano Cosi, Anna Chimienti, Gabriele Dil Dell'A-iera, Damiano Andresano, Cosimo Santoro, Salvatore Faulisi.
Interventi di: Alberto Barbera, Fabio Bo, Gianni Rondolino, Raffaella De Vita, Angelo Pezzana, Gianni Vattimo, Marziano Marzano, Laura Righi, Raul Ivaldi, Donatella Olocco, Mirco Biscaro, Stella Capogreco, Ivana Cisero, Marco Silombria, Piero Valetto.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
		</content:encoded>


		
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