OrioneCinematografica, IMTM Film, Offbeat Film, Amka Films - Le pere di Adamo, un film documentario di Guido Chiesa
Le pere di Adamo
di | Filmografia Lungometraggi | consulté 2230 fois |
Le pere di Adamo di Guido Chiesa, protagonisti del film, oltre all’omino del fumetto, sono il movimento degli Intermittenti, lavoratori precari dello spettacolo che nel 2003 turbarono l’estate culturale francese, il meteorologo e climatologo italiano Luca Mercalli e il matematico/musicista scozzese Iain Mc Larty.

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Regia: Guido Chiesa
Sceneggiatura: Guido Chiesa, Wu Ming 3
Produttori: Silvia Innocenzi Giovanni Saulini
Coproduttori: Lene Bøurglum, Tiziana Cerutti Soudani
Collaborazione alla produzione: Giorgio Vivalda
Supervisione alla fotografia: Gherardo Gossi
Direttori della Fotografia: Luciano Federici, Remy Mazet, Kathleen Friend
Montaggio: Luca Gasparini
Fonico di presa diretta: Sonia Portoghese, Heloïse Claude ,Becky Thomson
Montaggio del suono: Marco Benevento
Animazioni e grafica: mBanga Animation Studio
Musica originale: Teho Teardo
La canzone dei titoli di coda: Go Tell The Women - Grinderman (Nick Cave-Martin P.-Casey Jim Sclavunos)
L’uomo mangiò il frutto dell’albero della conoscenza e incominciò a sapere, apprendere, separare. E da quel momento iniziarono anche i suoi guai. Forse ne avrebbe evitati parecchi se si fosse accorto che, su quell’albero, oltre alle mele, c’erano anche delle pere…
Mattino presto, un corteo di persone per strada: protestano perché gli industriali, i sindacati e il governo francese hanno deciso di modificare il loro sussidio di disoccupazione. Un annoso problema, un’immagine consueta.
Le loro grida svegliano un buffo omino che abita il fumetto che fa da filo conduttore al film. L’omino si dirige alla finestra e considera che quel movimento di persone si comporta né più né meno come un corteo di nuvole. Come le nuvole possono portare problemi o soluzioni. Come le nuvole, arrivano, accadono e se ne vanno. E poi tornano.
E’ una considerazione poetica, un po’ eccentrica. Ma per il nostro personaggio diventa una sfida del pensiero e dell’immaginazione: possiamo stabilire un’analogia rigorosa, scientifica, tra le nuvole e i movimenti sociali?
Inizia così un viaggio che, partendo da territori apparentemente famigliari (la meteorologia e la poltiica), finisce per sconfinare in aree poco esplorate, in cui soggetti a prima vista separati e distanti, risultano infine simili e connessi: nuvole e movimenti, goccioline di vapore e persone, perturbazioni e grandi questioni sociali.
A far da guida nel viaggio è il paradigma scientifico, ossia l’idea che attraverso la ragione, la prova e la verifica, l’essere umano possa conoscere e controllare la natura e tutto ciò che la riguarda (umani inclusi). Un modello di pensiero che ha nella logica la sua grammatica e nella ricerca dell’esattezza la sua ossessione. Un paradigma che, nella sua fase classica, dall’Illuminismo al ‘900, non ha fatto che richiamarsi all’antico detto che recita ai bambini delle elementari che non bisogna mischiare le pere con le mele.
Fedele a questo principio, la scienza moderna (nelle le sue mille applicazioni) non ha fatto altro che frammentare, separare, dividere tutto, nella speranza che, rimettendo poi le cose insieme, si arrivasse a comprendere il senso e la natura di ogni cosa. Ma quello che la scienza stessa nel corso dell’ultimo secolo ha capito è che non funziona proprio così. O, meglio, funziona così in laboratorio, ma quando si va nella vita reale, le cose sono maledettamente più complicate. Tanto che ancora adesso non sappiamo esattamente dove vanno le nuvole domani…
Un buon esempio di come non tutto possa ridursi alla pura analisi razionale è la musica: certo, c’è una componente matematica, certo la fisica e le altre scienze applicate possono chiarirci molte cose. Ma dai numeri non verrà mai fuori Mozart e con i soli numeri non potremo mai capire perché l’opera K140 ci commuove ancora adesso.
Protagonisti del film, oltre all’omino del fumetto, sono il movimento degli Intermittenti, lavoratori precari dello spettacolo che nel 2003 turbarono l’estate culturale francese, il meteorologo e climatologo italiano Luca Mercalli e il matematico/musicista scozzese Iain Mc Larty.
Dichiarazione del regista
Il film si conclude con la canzone Go Tell The Women, cantata da Nick Cave dei Grinderman, il cui testo mi pare racconti bene lo spirito con cui mi sono ritrovato alla fine della realizzazione di questo film, di ottimo umore, come dopo un viaggio faticoso ma ricco di esperienze.
“Abbiamo fatto la nostra storia
Ci siamo evoluti
Stiamo in piedi
Risolti i problemi
Siamo artisti
Siamo matematici
Alcuni di noi hanno posizioni estremamente importanti
Ma siamo stanchi
Respiriamo a fatica
E siamo liberi
Vai a dire alle donne che ce ne stiamo andando
Siamo disgustati e stanchi
Di tutto questo piangersi addosso
Tutto quello che volevamo era un po’ di violenza carnale consensuale nel pomeriggio
E magari un pochino di più la sera
Siamo scienziati
Facciamo la genetica
E lasciamo la religione
Agli psicopatici e ai fanatici
Ma siamo stanchi
Non abbiamo nulla in cui credere
Siamo persi
Vai a dire alle donne che ce ne stiamo andando
Abbiamo fatto la nostra storia
Siamo inseparabili dal suono
Di sei miliardi di persone
Che vanno giù
Siamo maghi
Siamo imbroglioni
Siamo liberi e ci siamo persi
Vai a dire alle donne che ce ne stiamo andando”
Go Tell The Women 2007 – (Nick Cave - Martin P.- Casey Jim Sclavunos)
Trialer Film
P.S.
Con il contributo:
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI - Direzione Cinema
REGIONE PIEMONTE - Assesorato alla Cultura
FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE.
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